MILANO CONGESTION CHARGE AREA

Londra, Stoccolma, Singapore e Milano.

La capitale economica italiana si allinea alle sorelle internazionali per quanto riguarda la mobilità. E trasforma quella che era l’Ecopass Area in Congestion Charge Area: ciò significa leggi più severe, controlli serrati e soprattutto tariffe più alte. I cittadini residenti all’interno dei bastioni dovranno pagare 2 € ogni giorno per tirare fuori l’auto dal garage, con un bonus di 40 giorni l’anno. I commercianti che agiscono nella stessa area, ma risiedono fuori dalle mura, dovranno invece pagare 5 € al giorno, senza bonus.

Decidere se prendere l’auto e come utilizzarla, diventeranno scelte importanti da affrontare ogni mattina.

 

Ciò succede perché questa legge comunale diventa esecutiva in un momento storico importante; in un momento di crisi economica e di decisioni politiche precise che poco più di un mese fa hanno messo una mano pesante nelle tasche degli italiani. Il costo della benzina cresce, i soldi da spendere sono sempre meno, e dover elargire al Comune 5 € al giorno solo per poter varcare la sua soglia può sembrare un’esagerazione.

 

Eppure Londra ha attuato questo progetto in fase sperimentale nel lontano 2003 e lo ha mantenuto, potenziandolo, per quasi 9 anni, riuscendo a farlo sopravvivere a lotte elettorali e scontri politici.

 

E la tariffa media per entrare nell’area protetta di Londra è di 10 £, cioè 12 dei nostri cari euro. Stoccolma ha reso operativa una norma simile nel 2007 (denominata anch’essa Congestion Charge)   e l’importo richiesto per una giornata di avanti-indietro nel centro città è di circa 6,50 €.

 

Milano non fa dunque nulla di assolutamente nuovo: segue semplicemente un modello che altre città hanno già intrapreso.

 

E’ necessario però capire il perché di questa decisione.

Milano è una città sepolta dal traffico e pensiamo che questo dato non possa essere contestabile. I marciapiedi della città si sono rassegnati ad essere parcheggi, l’area respirata dai cittadini profuma di diesel e c’è una coltre di smog che copre la città 300 giorni l’anno.
Se ci si mettesse ad osservare il traffico ad un semaforo, si potrebbe notare come ogni auto, berlina o station wagon, sia nel 90% dei casi popolata da una sola persona.

 

L’uso dell’auto è uno ‘stato mentale’, è una comodità di cui sembra impossibile fare a meno.

 

Sicuramente una norma come quella che entrerà in vigore il 16 gennaio non risolverà nessuno dei problemi esposti sopra. Nessuno infatti venderà l’auto per la disperazione dei 5 euro giornalieri, né la possibile diminuzione del traffico nelle aree centrali cambierà drasticamente il livello delle polveri sottili (oggi a 67 microgrammi per metrocubo, contro i 91 di Brescia e i 25 di Berlino!!!).

Quello che potrà fare questa ‘Congestion Charge Area’ sarà solamente provare a cambiare lo stato mentale delle persone: fare in modo che coloro che la mattina hanno la possibilità di scegliere tra mezzi pubblici e veicolo privato, siano spinti a optare per i primi.

 

20 € di benzina + 5 € di area c + 5 € di parcheggio + il tempo per muoversi possono diventare un buon deterrente.

E per quelli che non possono fare a meno dell’auto, che abitano a Settimo o Seregno e ogni mattina aprono il bar su Corso Italia, sono necessari degli aiuti, dei miglioramenti strutturali, che non li costringano a sborsare ogni anno 1000 € solo per entrare e uscire dalla città.

 

 

Con i 50 cents in più lasciati per ogni biglietto della metro e con questi 2 o 5 € lasciati da ogni automobilista, il Comune di Milano deve dare il segnale ai suoi cittadini di voler veramente essere una città europea. Questi soldi dovranno essere investiti per costruire nuovi parcheggi di interscambio e per migliorare quelli già esistenti, per potenziare i servizi pubblici e renderli più efficienti.

 

La cosa fondamentale è che i cittadini non si sentano presi in giro dalla pubblica amministrazione. Ogni euro incamerato dovrà essere speso e bene per far risparmiare i residenti e coloro che a Milano ci lavorano.

 

Noi di GreenGraffiti non siamo milanesi ma, negli ultimi mesi, a Milano ci siamo passati molto spesso. L’abbiamo vissuta in modo abbastanza viscerale e la città ci ha saputo adottare a modo suo. Abbiamo partecipato alla comunicazione dell’Area C realizzando numerosi graffiti ad acqua (reverse-graffiti) in giro per la città, alle fermate della Metro, in alcuni parcheggi e nell’area di San Siro.
Durante il lavoro ci siamo fermati a parlare con parecchie persone, spiegando cos’è questa nuova norma e a cosa dovrebbe portare.

 

Sinceramente, siamo convinti che la direzione presa sia quella giusta.

Saranno necessari adattamenti e correzioni in corsa, ma l’importante è capire sin da subito qual’è il senso di questo provvedimento. Questo potrà essere l’unico modo per digerirlo….

 

Da lunedì la palla passa al Comune, che dovrà essere in grado nei prossimi mesi di mostrarsi coerente e intelligente nelle sue scelte.

 

In bocca al lupo Milano.

 

 

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Pubblicato da GreenGraffiti Italia il 31 gennaio 2012 nella categoria: Campagne

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