I MURI DI MIRAFIORI

I Muri di MirafioriAbbiamo conosciuto Paola in un bar vicino a Piazza Carlo Alberto a Torino nel 2010, durante un progetto a cui stavamo lavorando con i ragazzi dell’associazione 6SecondsTO.

 

Lì ci è stato spiegato per la prima volta la storia de ‘I Muri di Mirafiori’. Paola e Edoardo avevano in mente di creare un workshop creativo fortemente radicato nel territorio, che potesse avere un impatto sociale e artistico sui partecipanti, e in grado di dare una fisionomia alla nuova torinesità: “la città negli ultimi 15 anni ha subito stravolgimenti giganteschi (sociali e strutturali) e necessita di una nuova iconografia che si distacchi in maniera forte dalla Torino che è stata. Mirafiori nel suo piccolo rappresenta perfettamente questa evoluzione.”

 

Questa su per giù deve essere stata la spiegazione che Paola ha provato a darci. Una spiegazione erudita con una patina di radical-chic che ci ha preso alla sprovvista…

 

Il giorno dopo abbiamo raccolto Edoardo con direzione quartiere Mirafiori, per fare un primo sopralluogo.

Mirafiori con la nebbia è un pugno nello stomaco.

 

 

Che cos’è Mirafiori.

Mirafiori è un’area divisa in due quartieri (Nord e Sud) e composta da un numero esagerato di palazzi, strade e campi da calcio. Pochi negozi, poche attività commerciali, e una marea di centri sociali.Mirafiori è estrema periferia della città e lo si nota dal fatto che girovagando tra le vie, ci si può imbattere nel cartello ‘Torino’, perché la città inizia lì. Al che viene da chiedersi qualche metro prima cosa ci fosse.Mirafiori ha subìto un’espansione improvvisa negli anni 70, negli anni d’oro dell’industria italiana, e deve essere stata edificata in tempi record. Ci sono isolati in cui i numeri civici sono messi più per decorazione che per utilità e il nome della via è sempre lo stesso (fatevi un giro per via Fratelli Garrone).Mirafiori è la porta a sud-ovest di Torino: ad un certo punto si percorre una strada, si svolta a sinistra e i palazzoni diventano campagna, senza passare dai livelli ‘case più rade’ e ‘villette benestanti’. Lì finisce Torino e inizia Nichelino o Beinasco, non sappiamo.

 

Mirafiori è famosa anche per una strada che taglia a metà il quartiere e finisce contro un muro, il muro della Fiat.
La Fiat è il cuore di Mirafiori, e sembra un castello, completamente circondato da mura alte e grigie.
E come un castello, gli stabilimenti Fiat sono inaccessibili, protetti da queste mura, che non danno nessuno spazio all’immaginazione.
Grigio a tinta unita, grigio a righe verticali o orizzontali, ma sempre di grigio si parla. Non un disegno, un graffito: al massimo qualche segno nero qua e là, troppo isolato per poter dare colore al tutto.

 

GreenGraffiti® Italia per "I Muri di Mirafiori"Abbiamo attraversato tutto il quartiere prima di arrivare alla parete che volevamo testare: era proprio uno dei muri sopracitati, in un punto particolarmente claustrofobico della strada in cui se alzi la testa non vedi altro che cemento. A destra, sinistra, sempre mura di cemento: viene quasi ribaltato il concetto di ‘dentro’ e ‘fuori’.

 

Ci siamo fermati davanti al muro e abbiamo preparato l’attrezzatura. Dopo cinque minuti – cinque, da dietro l’angolo è arrivata sgommando una punto blu da cui sono scesi quattro personaggi non simpaticissimi, dalle spalle larghe e dall’atteggiamento tra lo strafottente e l’incazzato. Eravamo sicuri che ci volessero rapinare e invece erano poliziotti in borghese. Ci hanno chiesto informazioni su quello che stavamo facendo, controllato i documenti di identità, preso nota delle nostre generalità e dei nostri studi universitari (…). Con la stessa aria di cui sopra, ci hanno fatto sapere che sarebbe stato meglio se ce ne fossimo andati immediatamente. E così abbiamo fatto, perché erano di quelle persone di cui è meglio accettare i consigli.

 

Siamo tornati a Torino per il progetto ‘I muri di Mirafiori’ nel novembre 2011, a quasi un anno di distanza dalla prima visita.

C’era il sole e tutto il quartiere aveva un altro aspetto: il verde dei parchi e dei campetti da calcio, il rosso dei mattoni dei centri sociali e delle vecchie case Fiat, davano un’area più distesa e rilassata a tutto.

Abbiamo rivisto Paola e Edoardo e conosciuto Lisa, Luisa, Emanuele, Francesco, WuMing1, il Kitchen Club, la Casa del Parco e un sacco di altri splendidi ragazzi e ragazze.

Con loro abbiamo trascorso tre giorni, facendo graffiti davanti a scuole, centri sociali e skate-park. Ripulendo mura ricoperte di sporco e storie, e lasciando inciso un estratto di una nuova storia, che questi ragazzi stanno cercando di costruire.

 

GreenGraffiti® Italia per "I Muri di Mirafiori"

 

Questa volta però non abbiamo messo piede nella zona di Corso Enrico Tazzoli.

 

La città negli ultimi 15 anni si è trasformata completamente: Vittorio Veneto era un parcheggio ed è diventata una piazza parte del centro storico, al Lingotto è stata data una seconda chance, persino il Pò ha cambiato il suo corso.

Il processo di trasformazione è iniziato anche per Mirafiori. Chissà cosa cosa sarà del quartiere e della Fiat tra altri 15 anni.

 

Se l’argomento vi interessa, potete scaricare qui il manifesto del progetto o dare un’occhiata a questi link:

 

- I Muri di Mirafiori

 

- il Kitchen Club

 

- La casa nel Parco

 

- Associazione “a.Titolo”

 

- Progetto “Situa.to”

 

- Collettivo WuMing

 

 

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)

Commenti

comments

Pubblicato da GreenGraffiti Italia il 2 febbraio 2012 nella categoria: Campagne

Lascia un commento.

CONTATTACI

Sede Operativa: via Federico Confalonieri 11 - Milano (MI - 20124)
Telefono: (+39) 02.36550125
Email: info@wearejungle.com
Facebook Twitter Google Plus LinkedIn Youtube Vimeo Pinterest