UN’ITALIA SOSTENIBILE

Durante la Conferenza Internazionale della Comunicazione Sociale, Alberto Contri, presidente della fondazione Pubblicità Progresso ha dichiarato che l’Italia di domani sarà sobria, solidale e sostenibile.

 

Manifestazione studentesca Roma

In questo momento sicuramente ci troviamo di fronte ad un’Italia più povera, fortunatamente più sobria rispetto a qualche tempo fa, ed in una rivoluzione social-culturale di grande rottura con il modello che è stato proposto dai mass-media negli ultimi venti anni.

 

Il ritorno alla politica dei ragazzi, l’impegno sociale degli Indignati, le manifestazioni dei NoTav e degli studenti, sono dei segnali importanti di svolta, di un ritorno forte a quella che è la vita pubblica, snobbata per molti anni.

 

La comunicazione in questo processo rivoluzionario sta avendo un fattore importantissimo, perchè sta portando ad un ribaltamento dei poteri esistenti. La televisione barcolla, stretta nella morsa di un’élite che non ha saputo per tempo leggere la trasformazione in atto; il web, vero e proprio simbolo di libertà e cooperazione, sta emergendo come l’unica vera strada da seguire.

 

DecrescitaUna parola sta diventando il simbolo di questa trasformazione: decrescita, cioè ottimizzazione delle risorse, diminuzione dei consumi. Un termine che ha a che fare con la sostenibilità, l’ecologia, il rispetto per l’ambiente: tematiche fino a 10 anni fa care solo a pochi illuminati e all’ormai estinto partito dei Verdi.

 

Questo trend (perché oltre che di un nuovo modello di vita, si tratta anche di una tendenza culturale) è stato anticipato dal mondo del design ed in parte della moda, che da anni hanno fatto delle pratiche del ri-uso e del riciclo degli elementi qualificanti.

 

E il mondo dell’impresa? A dicembre 2008 l’Unione Europea ha definito il pacchetto “clima-energia”, ovvero la famosa strategia 20-20-20: taglio delle emissioni di gas serra del 20%, riduzione del consumo di energia del 20%, 20% del consumo energetico europeo generato da fonti rinnovabili (sempre che nel 2020 l’Europa esista ancora come organismo).

 

Le aziende (dalle più grandi alle pmi) hanno dovuto quindi accorgersi di questo processo e si sono trovate costrette a ripensare parte del loro business in ottica green, per non perdere terreno nello spinoso mondo del mercato. Alcune hanno intrapreso questa nuova strada con convinzione, ottenendo risultati encomiabili (ed una risposta positiva da parte del mercato stesso), mentre altre sono ancora in una fase di ‘transizione’.

Cerchiamo di capire come anche il mondo della pubblicità è stato coinvolto in questa trasformazione: volendo fare una generalizzazione un po’ grossolana, è possibile definire tre differenti approcci.

 

1) L’apparenza è quella che conta. Molti brand hanno deciso di non investire in un reale cambiamento del ciclo produttivo volto a limitare emissioni o produzioni di rifiuti, e si sono scervellati per dare ai propri prodotti una nuova chiave di lettura ecologica. Il sapone X, venduto fino a ieri come il nemico numero uno delle rughe, oggi viene lanciato sul mercato come l’unico detergente composto solo da sostanze naturali, che contiene l’enzima Y, fondamentale per eliminare lo stress della vita quotidiana. In un batter d’ali, un prodotto di bellezza diventa un requisito per raggiungere il karma, per ritrovare sé stessi e mantenere il proprio equilibrio naturale. Il tutto senza che il prodotto sia stato minimamente manomesso nella sua sostanza.

 

The trees blocking this billboard are a problem we don't want to solve.

2) La strada giusta. Altre aziende hanno invece predisposto degli investimenti importanti per abbassare il proprio impatto sull’ambiente. Sono stati stravolti interi cicli produttivi in tal senso, e sono nate nuove merci realmente attente alla problematica ambientale.

Ovviamente la parte di comunicazione è stata coinvolta in questo meccanismo e sono stati pensati dei concept pubblicitari geniali, in grado di promuovere il proprio prodotto e far riflettere il consumatore sulla problematica.

 

 

Biciclette vela di Promoinbici

 
3) L’approccio corretto.
Aziende ancora più lungimiranti e responsabili hanno considerato la fase di comunicazione e pubblicità come parte del processo produttivo, ed hanno quindi investito in un rinnovamento non solo degli impianti di produzione e dei prodotti da lanciare sul mercato, ma anche dei metodi di comunicazione. Per questo motivo sono nate realtà importanti come la nostra, Curb, GreenBean, GreenSense, Creuza, e molte altre agenzie di pubblicità che hanno fatto del loro punto di forza la ricerca di metodologie di comunicazione alternative in grado di garantire gli stessi risultati con un minor utilizzo di risorse.

 

E le persone, consumatori consapevoli e informati, stanno iniziando a notare le sfumature che passano tra questi comportamenti differenti, premiando i brand innovatori e coerenti, e denunciando  le pubblicità ingannevoli o parzialmente vere. E dimostrando in questo modo come la responsabilità sociale ed ambientale unita ad un maggiore livello di informazione siano il primo passo per la costruzione di questa Italia che verrà.

 

 

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Commenti

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Pubblicato da GreenGraffiti Italia il 5 marzo 2012 nella categoria: Articoli

2 COMMENTS

  1. 03-06-2012, 12:53 pm davideREPLY

    la crescente informazione e la nascita di siti come GG sono una forte spinta per un paese sempre + sostenibile.
    Proprio in questi giorni sto leggendo Green Marketing il Manifesto, lo trovo davvero illuminante, soprattutto per le imprese che cercano di migliorarsi.
    http://www.ninjamarketing.it/2009/10/20/green-marketing-il-manifesto-di-john-grant/

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  2. 03-06-2012, 1:39 pm LorenzoREPLY

    Quel libro è veramente illuminante, in ufficio ne abbiamo tre copie.

    Lo consigliamo a tutti!!

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