ACQUA VIRTUALE E IMPRONTA IDRICA

L’acqua è probabilmente una delle risorse più preziose e vitali per la vita quotidiana di tutti.
Nonostante quest’ovvietà, sentita ripetere chissà quante volte e nelle più svariate circostanze, abbiamo sempre continuato ad utilizzare l’acqua nella maniera in cui siamo abituati, per bere, per cucinare e per lavarci.
Ma ne abbiamo usata tantissima, seppur indirettamente, anche per vestirci, fare colazione al bar, leggere e scrivere, lavorare al pc.

 

E in questo mondo dove tanti suoi aspetti si fanno sempre più immateriali, il concetto di acqua virtuale ci riporta fortemente alla realtà.

 

Acqua VirtualeUn esempio?
Un solo cappuccino ha un peso virtuale d’acqua dolce di circa 200 litri, che vengono impiegati lungo tutta la filiera produttiva, dalla coltivazione alla raffinazione del caffè, dal trasporto fino all’acqua per riempire la macchina del caffè, e senza contare l’acqua necessaria alla produzione di latte e zucchero.
Per chi vive in una regione del mondo dove c’è abbondanza d’acqua, questo costo virtuale quasi certamente non verrà percepito, ma proviamo a moltiplicarlo per gli abitanti di una nazione… la quantità necessaria per produrre qualsiasi tipo di bene, primario e non, dalla t-shirt al cappuccino, diventa immensa.

 

Agricoltura, allevamento, industria, e persino i servizi, hanno tutti un contenuto d’acqua virtuale, come mostrato anche dal sito acquavirtuale.it di Hera o dall’equivalente internazionale virtualwater.eu

 

Allo stato attuale spostiamo milioni di litri d’acqua in tutto il mondo, ogni giorno, nella forma di acqua virtuale.

Ogni persona, società o nazione ha una sua impronta idrica, ovvero un volume totale di acqua dolce che viene utilizzato per produrre materie prime, beni e servizi da essi consumati. L’idea di impronta idrica è molto simile a quella d’impronta ecologica, ma si concentra in particolare sulla destinazione d’uso dell’acqua.

 

Acqua virtualeA questo punto la domanda è: come fare per ridurre la nostra impronta idrica?

Non sarà certo bere un cappuccino in meno che ci permetterà di diminuire significativamente il consumo idrico globale, ma far prendere in considerazione il concetto di acqua virtuale nell’impostazione delle politiche ambientali e nello sviluppo di strategie sostenibili potrebbe essere un primo passo.

Se nel nostro quotidiano possiamo agire facendo scelte consapevoli e compatibili con una filosofia di risparmio d’acqua, a livello di aziende piccole e grandi, di tutti i settori, una formula di compensazione dell’impronta idrica valida per tutti deve ancora essere sviluppata, dato che il meccanismo di calcolo dell’effettivo consumo d’acqua e della sua compensazione è più complesso  di quello per la riduzione delle emissioni di CO2.

 

Esistono tuttavia realtà che hanno già avviato riflessioni sul tema e, nella loro pratica quotidiana e d’impresa, agiscono in questo senso.

 

Giochiamo in casa portando l’esempio di GreenGraffiti®, dove per essere veramente “verdi”, abbiamo deciso di “aggiungere blu”.

Nella nostra attività infatti ha un senso immediato calcolare il volume d’acqua consumanto per il nostro lavoro, visto che con le nostre campagne realizziamo messaggi pubblicitari nebulizzando  acqua ad alta pressione e sappiamo che per applicare un messaggio servono circa 10 litri d’acqua.

Questo vuol dire che per essere bravi dovremo compensare 10 litri d’acqua, ma per essere bravissimi potremmo fare di più.

 

Riduci, ricicla, compensa

 

Come compensare l’impronta idrica se l’acqua non può essere creata? È vero che non si può produrre acqua, ma questa può essere resa disponibile e accessibile in modo sostenibile nelle zone dove è più necessaria.

E’ impossibile dare un costo universale all’acqua: generalizzando, si può però stabilire che in Italia un litro d’acqua di rubinetto ha un prezzo che si aggira intorno a 0,002 €.
GreenGraffiti® ha deciso di  dare ad ogni litro un costo di 0,10 €: per la compensazione di ogni singolo messaggio pubblicitario è dunque necessario almeno 1 €.

 

Rimane un ultimo punto da chiarire. Quale strada scegliere per compensare?GreenAdsBlue

Con lo scopo specifico di attuare progetti di compensazione idrica, GreenGraffiti® ha creato la fondazione no-profit GreenAdsBlue per mobilitare le aziende e contribuire ad una soluzione pratica al problema dell’acqua. Con essa sono stati attivati diversi progetti e collaborazioni con ONG che operano in quelle regioni del mondo, dove un cappuccino con i suoi 200 litri d’acqua alle spalle non sono un bene così scontato.

 

Qualche numero?

Nel 2009 GreenGraffiti® ha fornito con i suoi progetti 52.492 litri d’acqua. Una persona richiede circa 20 litri d’acqua al giorno per sopravvivere, questo vuol dire che più di 8 persone hanno avuto accesso ad acqua dolce potabile per un intero anno.

E non si può che migliorare…

 

Qualche spunto interessante:

- waterfootprint.org

friedmansprout.com

- virtualwater.eu

- acquavirtuale.it

- greenadsblue.org 

 

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Pubblicato da Valentina il 16 marzo 2012 nella categoria: Articoli

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