E PUR SI MUOVE.

L’Italia è un paese per vecchi, si sa, e spesso si ha l’impressione che le parole innovazione e cambiamento siano state eliminate dal dizionario. Tra le tante armi di cui ci si serve per stroncare sul nascere un processo di trasformazione, la più indisponente è sicuramente la burocrazia, un meccanismo complicatissimo che circuisce, illude e alla fine nega, bruciando idee e progetti.
 

 

Ma a volte qualcosa cambia.

Reverse graffiti permessi autorizzazioni    Nel 2011, durante una campagna di reverse graffiti per l’amico e cliente DESITA (in riferimento al progetto ECOFFEE), questi ha ricevuto una multa dal Comune di Rimini per pubblicità non autorizzata e imbrattamento. Prima della campagna avevamo più volte cercato di contattare i responsabili dei settori Pubblicità e Occupazione Suolo Pubblico del Comune, per capire come pagare eventuali imposte pubblicitarie. La risposta ufficiale del Comune si può riassumere in tre frasi: non è in nessun regolamento, non è pubblicità, non c’è nessuna occupazione dell suolo pubblico.

Una risposta che non rispondeva. Ma visto che neanche un mese prima l’Assessore all’Urbanistica ci aveva dato il suo nulla osta per un’altra campagna, abbiamo pensato che non ci sarebbero stati problemi.

 

Tempo neanche un mese e abbiamo ricevuto una prima multa per imbrattamento, a cui ne è seguita un’altra qualche settimana dopo per pubblicità abusiva. Al che, insieme a Desita, abbiamo chiesto consigli a persone vicine all’amministrazione pubblica e ci siamo rivolti ad un avvocato, per rispondere alle accuse: l’affare è andato avanti oltre un anno (la sentenza definitiva è stata depositata a settembre 2012) ma alla fine per ambo i procedimenti è stata dichiarata la mancanza di illecito.

 
Grazie a questo processo, che probabilmente doveva essere un passaggio obbligato, abbiamo ottenuto la possibilità di lavorare in totale trasparenza non soltanto sul Comune di Rimini, ma anche su alcuni comuni vicini, come Santarcangelo di Romagna, Cesena e Riccione. La precisione del nostro avvocato e la pazienza e la collaborazione del cliente, ci hanno permesso di fare una cosa che raramente riesce: cambiare le regole del gioco.

 
Certo fa riflettere come tutte le persone implicate nel processo, con cui noi e il nostro avvocato ci siamo interfacciati, si siano sempre dette piacevolmente colpite dalla nostra idea. Io ve lo farei anche fare, ma…, Non ci dovrebbero essere problemi, però…. E’ come se le persone ci avessero dato il loro benestare, ma ci fosse sempre un freno dietro a bloccare il tutto: la consuetudine, l’abitudine a catalogare ciò che è nuovo in vecchi schemi, uccidendolo.

   Reverse graffiti autorizzazioni permessi

Riuscire a ribaltare queste consuetudini è il primo passo dell’innovazione.

 

 

Un altro esempio.

Duomo di Milano    Nel 2010, quando per la prima volta abbiamo parlato con i responsabili del Comune di Milano, chiedendo loro come fare per poter svolgere il nostro lavoro in modo trasparente, ci hanno consigliato di:
  • fare un’analisi di tutti i luoghi dove avremmo potuto installare i reverse graffiti (le superfici sporche della città, come se queste fossero sempre le stesse);

  • acquistarne i diritti annualmente, in seguito a regolare gara (gara a cui ovviamente avremmo partecipato solo noi, spendendo per di più centinaia di migliaia di euro per noleggiare per un anno i marciapiedi di Milano);
  • rivenderli poi ai nostri clienti.

     
    In pratica, è stato preso il regolamento comunale relativo alla cartellonistica, sostituendo la parola affissioni con reverse graffiti. Una soluzione impensabile.

  •  
    Nonostante questa risposta non abbiamo desistito, continuando a rincorrere e corteggiare tutti gli assessori, referenti, responsabili che potessero aiutarci. E anche in questo caso abbiamo avuto ragione: con la campagna realizzata per Aquafresh a marzo 2012 abbiamo reso i reverse graffiti (per i chalk è servita la campagna per il Forum della Cooperazione Internazionale) una prassi, un paragrafo in più nella sezione tecniche di comunicazione del regolamento comunale.

     
    Sicuramente l’Italia è un labirinto di realtà burocratiche e amministrative che convivono tra loro: Comuni, Province, Regioni, Enti di ogni genere, ecc…Sappiamo che siamo solo all’inizio, ma sicuramente, risultati in mano, non possiamo che essere ottimisti per il futuro!!

     

     

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    Pubblicato da GreenGraffiti Italia il 11 novembre 2012 nella categoria: Articoli

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