IL PESO SPECIFICO DELLA POLITICA

Il 24 e 25 febbraio l’Italia si trova ad un altro giro di boa: dopo le ultime elezioni politiche del 2008, le dimissioni del Presidente del Consiglio nel 2011 e poco più di un anno di Governo tecnico, gli italiani sono nuovamente chiamati al voto, per dare una dimensione politica alle proprie aspettative, ansie e necessità.
La crisi economica e finanziaria, i rapporti con l’Europa, la globalizzazione, il costo del lavoro, le privatizzazioni, i tagli al sistema sanitario e scolastico, il desiderio di tornare ad essere una nazione competitiva a livello mondiale: gli argomenti in ballo sono tanti e ai cittadini rimangono solo poco più di 20 giorni per riuscire a farsi un’idea di quale sia la famosa scelta meno peggio.

Pierluigi Bersani Manifesto elettorale 2013

Quelli che ci aspettano sono quindi 20 giorni di tribuna elettorale, dibattiti, scontri accesi sulle tematiche più scottanti, promesse verso i sostenitori, accuse e rimproveri diretti ai detrattori.

 
I tempi però sono cambiati rispetto anche a qualche anno fa, e la comunicazione ora si muove su più piani paralleli: Porta a Porta rimarrà probabilmente anche in questo caso la Scala della politica de noartri, ma intanto il web ha rubato alla televisione centimetri e centimetri di auditel. Alfano e Bersani si servono di Twitter come canale preferenziale, i post di Vendola su Facebook sono sempre più frequenti; persino la campagna per l’elezione del Presidente della Regione passa per i social media, chiedere a Ambrosoli e Maroni per credere.

Manifesto elettorale Roberto Maroni

In questa rincorsa al rinnovamento social-tecnologico, talmente profondo da riguardare non solo i media utilizzati ma anche la forma e i contenuti, il baraccone della politica però non sa rinunciare ad un vezzo che da sempre tanto gli sta a cuore: il manifesto elettorale. Da ormai venti giorni (e in alcune città anche prima, grazie a politici lungimiranti o ben informati) le città sono state invase da centinaia, migliaia di occhi che ci scrutano, sorrisi che ci ammiccano, mani che mettono ben in vista anelli luccicanti.

 
Solo la città di Milano conta 3.000 pannelli adibiti a cartelloni di questo tipo, a cui ne vanno aggiunti probabilmente altrettanti di tipo abusivo. I candidati per la Presidenza della Regione e per quella del Consiglio ti aspettano al semaforo, gli slogan elettorali ti seguono nella tua passeggiata al parco (con ripetizioni di almeno 10 pannelli identici), liste civiche mai sentite ti intrattengono alla fermata del tram.

 
E se inizialmente la sensazione è quasi di serenità (ah, che belle le tradizioni…), dopo qualche secondo inizi a porti qualche domanda. Ma sono davvero necessari 10 manifesti tutti uguali nell’arco di 6 metri (lasciando perdere il contenuto del messaggio)? Conoscere il numero dei punti neri di Bersani aumenterà il numero dei suoi sostenitori? E soprattutto, ma questa forse è deformazione professionale, quante tonnellate di carta (e centinaia di litri di colla e solventi) sono necessarie per fare l’Italia? E dire che la sostenibilità è nell’agenda politica di ogni singolo partito, se solo fosse accompagnata anche da una dose di coerenza…

Manifesti elettorali 2013 Milano

Manifesti elettorali 2013 Milano

 

 

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Pubblicato da GreenGraffiti Italia il 31 gennaio 2013 nella categoria: Articoli

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